• Sale – l'ingrediente della storia apparentemente banale e tuttavia indispensabile alla vita.
Il sale, ingrediente apparentemente banale ma indispensabile nella nostra dieta, viene estratto da giacimenti sotterranei (formati da ex mari), dal mare o da laghi salati. I due elementi essenziali per la nostra sopravvivenza, il cloruro di sodio (NaCl), hanno reso il sale un ingrediente molto ricercato fin dagli albori della civiltà.
Sale – una presenza costante nella storia umana
Le maggiori riserve di sale si trovano nelle acque degli oceani e nei depositi salini formatisi dai processi di evaporazione dei diversi periodi geologici.
Agli albori dell'umanità, l'uomo si assicurava il necessario consumo di sale principalmente assimilando il sale esistente nelle carni e nel sangue della selvaggina, non dovendosi occupare dell'estrazione o della lavorazione del sale.

La comparsa di insediamenti umani stabili e organizzati, assecondata dall'inizio dell'agricoltura empirica, portò alla necessità di integrare la quantità di sale, principalmente come aggiunta all'alimentazione degli animali e alla conservazione degli alimenti, e poco dopo per la lavorazione del cuoio o per trattamenti medici.
È attestato che il primo sale utilizzato dall'uomo è stato raccolto da piante ad alto contenuto di sale che crescevano vicino a laghi salati o coste oceaniche.
Altre teorie suggeriscono che la prima fonte di sale utilizzata sarebbe arrivata dalle goccioline d’acqua trasportate dalle onde sulle rocce vicino alle coste oceaniche. Dopo l'essiccazione, il sale rimaneva sulla pietra e veniva raccolto per l'uso.
Il sale nell'antichità greco-romana
In un articolo pubblicato da Valeriu Cavruc, Vasile Moga e Alexandru Stănescu, leggiamo del fatto che lo sfruttamento del sale nell'antico mondo greco-romano divenne una vera e propria industria, coinvolgendo sia persone libere che schiavi. Il commercio del sale copriva vasti territori, dalle Isole Britanniche al Medio Oriente, dal Nord Africa all’Europa Centrale. L'importanza dello sfruttamento e della lavorazione del sale porta addirittura alla creazione di norme legali molto severe.

Se nel mondo greco-romano il sale si otteneva attraverso l'estrazione mineraria, le saline e le miniere erano considerate bene pubblico e i redditi che ne derivavano erano tassati attraverso la cosiddetta "l'imposta", in Inghilterra si praticava anche l'estrazione del sale dall'acqua di mare o da sorgenti salate, mentre in Italia e in Sicilia il sale proveniva principalmente dalle saline, ma anche dai laghi salati.

Nel nord Europa il sale veniva estratto già nel 400 a.C. dai Celti nelle miniere presenti nella zona montuosa dove oggi si trova la città austriaca Salisburgo ("Città del Sale"). In queste miniere lo sfruttamento era particolarmente pericoloso, molte volte chi estraeva il sale perdeva la vita nelle gallerie che crollavano sopra di esse. I loro corpi furono ritrovati in perfetto stato di conservazione anche dopo centinaia di anni. I Celti si occupavano del commercio del sale nell’Impero Romano, ma anche oltre i suoi confini. C'erano altri europei che producevano sale, tra questi i veneziani, che vendevano il prezioso ingrediente a Costantinopoli.
Sale – carico di simboli
Il sale ha anche un importante valore simbolico nella maggior parte delle popolazioni. Viene utilizzato come elemento purificatore nello Shintoismo o come offerta, insieme al pane, nel Cristianesimo.
È un elemento importante anche nei rituali, da quello ebraico per la santificazione delle vittime, alla purificazione della casa per varie popolazioni, alla purificazione dello spazio da parte dei lottatori di sumo.
Per greci, ebrei, arabi, ma anche rumeni, il sale è simbolo di ospitalità e di amicizia, offrirlo e consumarlo, insieme, ha il valore di un legame di fratellanza. La tradizione di accogliere gli ospiti con pane e sale testimonia quindi sia l'ospitalità dei padroni di casa che la grande stima che nutrono il visitatore.

Sfruttamento del sale in Romania
Il fatto che la Romania sia un paese le cui risorse naturali di sale sono importanti e allo stesso tempo facilmente accessibili ha contribuito al ruolo speciale delle fonti di sale nel nostro paese per questa parte d'Europa. La maggior parte dei territori che circondano lo spazio rumeno sono carenti o estremamente poveri di questo minerale.
Le testimonianze riguardanti lo sfruttamento del sale in Romania sono le più antiche al mondo, il sale è stato utilizzato nel corso dei millenni non solo per il fabbisogno della popolazione locale, ma anche per quello di comunità in zone più o meno remote.

In molte zone della Romania, ricche di sale, a differenza di molti paesi europei, si utilizzano ancora metodi tradizionali di estrazione, lavorazione e utilizzo del sale, perpetuando pratiche e credenze legate a questo minerale ereditate dai tempi antichi, anche se, nel tempo, le loro origini e i significati primari sono andati perduti e la fede delle persone in essi diminuisce gradualmente.
Il simbolismo del sale tra i rumeni
Nello spazio rumeno, in diversi rituali popolari, il sale viene utilizzato per la sua azione benefica o malefica. Così, nelle usanze popolari di predire il futuro o i fenomeni meteorologici, trovare l'orso, purificare la casa, il sale esplica i suoi effetti benefici, mentre, per scopi del tutto opposti, viene utilizzato anche nella magia nera.

Il sale si trova spesso anche nei detti popolari, che mettono in risalto aspetti della vita quotidiana o tratti della natura umana, tutti con connotazioni complesse. Così “il sale è lo zucchero dei poveri” ne sottolinea l'importanza per l'umanità, operando al tempo stesso un parallelo tra i modi di vita delle diverse classi sociali. La famosa espressione "Ti amo come il sale da cucina" non ha più bisogno di alcuna interpretazione. D'altra parte, attraverso espressioni popolari come "dolce come il sale negli occhi" o "mettere sale sulla ferita", utilizzando le connotazioni dell'uso del sale in determinate circostanze, si esprimono sentimenti negativi.
Articolo scritto da Gabriela Dan, redattrice di Arta Albă
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