• Frammenti della storia culinaria dell'umanità superano lo status di scheda storica, attraversando i secoli fino ai giorni nostri, per restituirci un'immagine di civiltà antiche, ma anche per rivendicare il loro posto sulle tavole degli appassionati.
Hai mai desiderato provare il pane e i dolci dell'Antica Roma? Ora puoi! Farrell Monaco, archeologa, scrittrice e buongustaia, ricrea antiche ricette romane utilizzando tecniche e ingredienti che scopre nei resti archeologici, nell'arte e nei testi antichi, concentrando la sua ricerca sull'area mediterranea romana.

Pistrinum, il panificio online lanciato da Farrell Monaco nel 2021, ha la missione di far rivivere le antiche tradizioni culinarie romane e ricreare pane e dolci gustati migliaia di anni fa nell'antica Roma. I pasticcini caratteristici di Monaco sono realizzati utilizzando metodi antichi e antichissimi e sono disponibili esclusivamente su ventre d'oro.
"Panis Quadrato"
Tutto è iniziato quando Monaco ha deciso di riportare in vita la ricetta "Panis quadrato", il pane rotondo, diviso in otto spicchi di eguali dimensioni, conservato tra i resti della città di Pompei.

Le sue scoperte suscitano l'interesse anche di chi proviene da National Geographic, che gli chiedono di inviare la versione ricreata di Panis Quadratus ai loro uffici di Washington, DC.
Farrell cuocerà questi pani speciali secondo la tradizionale maniera romana, dagli ingredienti, agli strumenti utilizzati nel processo di lavorazione, compreso anche un mulino manuale, con il quale macinerà i due chilogrammi di farina utilizzati per produrre i pani.

Durante la pandemia, quando, a causa dell'isolamento, le persone si preoccupavano di cucinare, o di fare dolci, Farrell Monaco, attraverso il suo blog Tavola Mediterranea, trasmette sia la ricetta di "Panis quadrato", oltre a trucchetti da forno, creando una vera e propria frenesia tra i follower dei suoi post. Così, insieme a tanti tipi di pane cotti nei forni degli isolati, torna in vigore, sui social, il pane antico media, ma anche sulla tavola dell'uomo moderno.

accanto a "Panis Quadrato" cominciano a raccogliersi altre specialità degli antichi panifici, che riconquistano così il loro posto nelle diete degli appassionati sia di storia che di gastronomia.
"Lomento"– pani con ceci
Morbidi all'interno e con una crosta croccante, questi pani sono ricchi di proteine e deliziosi! Realizzati con grano macinato e ceci, incorporano gli ingredienti familiari del pane commerciale dell'antica Roma.

Cuochi e fornai romani non sprecavano nulla nelle loro cucine, e questa tradizione è conservata a Pistrinum. Queste "miniature" sono in realtà i "buchi" delle ciambelle, ritagli di pasta che i fornai sicuramente avrebbero conservato per un successivo utilizzo in zuppe e stufati. A causa dell'aggiunta di ceci, questi pani possono essere più densi e asciutti rispetto al pane moderno.
Mini bacchetta "Ciriola"

Preoccupati della tendenza allo spreco zero fin dall’antichità – quando il cibo significava sopravvivenza, quindi non si buttava via nulla – dopo aver pigiato l’uva per fare il vino, i fornai romani spesso utilizzavano la polpa e le bucce, per un pane chiamato "basettoni". Basato sugli scritti di Catone il Vecchio e sulla tradizionale forma di pane romano chiamata "matita", Farrell ricrea questo pane dolce sotto forma di mini-baguette.
"Mense" – piadine fritte
Croccanti, saporiti e delicatamente salati, questi toast romani saltano direttamente dalle pagine dell'Eneide di Virgilio sulle tavole del consumatore moderno! "Mense", come vengono chiamate nell'Eneide, sono focacce che un tempo venivano utilizzate nella regione mediterranea romana sia come piatto che come posata.

Precursori romani della base pizza, questi pani eliminavano l'uso del piatto e costituivano anche un mezzo per contenere e facilitare la consumazione dei cibi con sughi. Tradotto letteralmente come "pasto" nell'Eneide, il pane era piatto, robusto e in grado di sostenere il cibo.
"Rosette" - gustoso pane romano

Questi minipani sono composti da grano macinato grossolanamente a pietra, pasta madre con lievito di legumi e due ingredienti utilizzati nella cucina e nella panificazione romana, secondo gli scritti dello storico Plinio il Vecchio: coriandolo e assafetida (che ha un sapore simile alla cipolla).
Il pane sembra piccolo "rosetta", da cui il nome, componente scultoreo floreale ampiamente utilizzato nell'età del bronzo e nel periodo classico mediterraneo.
I biscotti "Buccellato"

Così come "Panis quadrato", "Buccellatum" è anche un prodotto da forno romano ritrovato nel sito archeologico di Pompei. Originariamente realizzati per l'esercito romano, questi croccanti biscotti a base di grano vengono cotti due volte, come grissini o crostini (moderni prodotti italiani), e consumati dopo ammollo in acqua, oli e aceto, oppure aggiunti a zuppe, stufati e spezzatini, proprio come i crostini o un cracker moderno.
"globi"– ciambelline al miele e semi di papavero

Croccanti, soffici e dolci, queste ciambelline fritte al miele sono un precursore del dolce romano struffoli. Come si trova negli scritti di Varrone e Catone il Vecchio, "palle" era un dolce popolare romano, addolcito con miele e cosparso di semi di papavero. Le ciambelline venivano consumate singolarmente come spuntino, oppure servite diverse in una ciotola, glassate con miele caldo.
Fonte foto: www.goldbelly.com, tavolamediterranea.com, su worldhistory.org.
Articolo scritto da Gabriela Dan, redattrice di Arta Albă
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