• Lo stress dei consumatori rumeni ha raggiunto livelli allarmanti, alimentato dai continui aumenti dei prezzi e dalle tensioni geopolitiche, con effetti visibili sul comportamento d'acquisto, rivela l'ultimo studio condotto da Soluzioni iSense.
Nel primo trimestre del 2026, i rumeni hanno risentito sempre più delle pressioni economiche, finanziarie e internazionali. L'indice di stress dei consumatori è salito a 65,8 punti a marzo 2026, subito dopo l'escalation del conflitto in Iran e l'aumento dei prezzi del carburante, rispetto ai 63,3 punti di febbraio. Il livello di stress si mantiene quindi saldamente in zona di allerta, spingendo un numero crescente di consumatori ad adeguare i propri budget e i propri programmi quotidiani. Pur con cautela, i consumatori dimostrano resilienza e cercano soluzioni concrete per tutelare sia la propria stabilità finanziaria che il proprio equilibrio emotivo.
L'andamento dei prezzi continua a essere la principale fonte di ansia: il 92% degli intervistati afferma di esserlo "Abbastanza" o "molto" La preoccupazione per l'aumento dei prezzi, uno dei livelli più alti mai registrati in questo studio, è elevata. Allo stesso tempo, l'85% dei rumeni che vivono in aree urbane prevede che il proprio reddito e la propria stabilità finanziaria saranno compromessi nei prossimi 12 mesi. La preoccupazione per la sicurezza del posto di lavoro è aumentata significativamente, passando dal 61% di febbraio al 73% di marzo 2026.
Per far fronte a queste pressioni, il comportamento dei consumatori si è adattato rapidamente. Il 79% dei rumeni frequenta meno spesso ristoranti, bar o caffè nel primo trimestre del 2026, rispetto al 76% del 2025, indicando una pressione costante sul settore HoReCa. Parallelamente, "a caccia" Gli sconti sono diventati una priorità: il 79% dei consumatori cerca sconti nelle app dei rivenditori, confermando un trend in crescita (69% nel 2023, 73% nel 2024 e 78% nel 2025).

Come diretta conseguenza dello stress finanziario, la fedeltà alla marca è in netto calo. La percentuale di coloro che, negli ultimi tre mesi, hanno abbandonato la propria marca abituale a favore di una più economica è aumentata dal 47% nel 2024 al 55% nel 2025, raggiungendo il 60% nel primo trimestre del 2026.
Anche i conflitti internazionali amplificano lo stato d'ansia. Il 77% dei rumeni è preoccupato per l'evoluzione della situazione in Iran e il 74% per quella in Ucraina. Il grado di preoccupazione legato al conflitto iraniano è più pronunciato tra le donne (81%), i residenti delle piccole città (83%) e le persone con redditi più bassi (87%). L'impatto si riflette anche nell'aumento della percezione di insicurezza nazionale, dal 77% di febbraio all'81% di marzo 2026. Allo stesso tempo, tre quarti dei rumeni sentono il bisogno di rilassarsi di più, il 27% si dichiara nervoso e il 29% si sente pessimista.
L'aumento del punteggio di stress dei consumatori rappresenta un chiaro segnale d'allarme riguardo allo stato emotivo e alle percezioni dei consumatori stessi. In un contesto caratterizzato dall'incertezza, le persone diventano più attente, più caute e più sensibili a qualsiasi cambiamento economico o geopolitico. Un attento monitoraggio di questi sviluppi è essenziale per comprendere le trasformazioni nel comportamento dei consumatori e le aspettative che i rumeni nutrono nei confronti delle imprese e delle istituzioni.
I dati provengono dallo studio Consumer Stress Score, condotto online nel marzo 2026 su un campione di 524 intervistati residenti in aree urbane, utenti di internet, di età compresa tra i 18 e i 65 anni. Il margine di errore massimo è di ±4,3%, con un livello di confidenza del 95%.
Articolo scritto da Gabriela Dan, caporedattrice Arta Albă
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