• I vari rapporti pubblicati nell'ultimo periodo continuano ad essere approvati con calma ed i mercati dei cereali hanno iniziato la settimana in tono neutro.
Per il grano è ancora in vigore la quotazione di 230-240 €/t e nessun nuovo fattore sembra intervenire per sconvolgere la situazione. Dopo la pubblicazione dei bilanci dell’emisfero settentrionale, l’attenzione si sta gradualmente spostando verso l’emisfero meridionale. In Argentina è stato completato più del 10% del lavoro nei campi, ma per il momento questo non basta a dare un quadro reale delle perdite causate dalla mancanza d'acqua negli ultimi mesi.
In Francia l'attenzione è ancora concentrata sulle pianure, mentre il clima continua ad essere meno favorevole. Le piantagioni invernali di cereali sono in ritardo rispetto al programma e, sebbene la finestra di opportunità rimanga aperta, alcuni produttori saranno già costretti a rivedere la rotazione delle colture.
Per quanto riguarda i semi oleosi, la situazione è diversa, con il mercato europeo che è riuscito a riprendersi dai 430 EUR/t della scadenza di febbraio e a guadagnare oltre 13 EUR/t nella prima sessione della settimana. Il rallentamento dei flussi ucraini è stato aggravato dalle cattive condizioni di coltivazione della soia in Brasile, e l’intero complesso dei semi oleosi è aumentato. Nel breve termine, i commercianti tengono d’occhio l’olio di palma mentre il calo della produzione malese si stabilizzerà nei prossimi mesi.
La soia resta il prodotto agricolo in più rapida crescita negli Stati Uniti, mentre il Brasile continua ad affrontare difficoltà nella semina. Il flusso di informazioni per questo prodotto sta gradualmente cambiando, il che spiega la nuova fermezza dei prezzi. Con un rapporto tra soia e mais già a livelli elevati, il principale cereale americano sta seguendo l'andamento del suo omologo.
In termini di esportazioni, USDA ha registrato ieri vendite eccezionali di 143.637 t di mais al Messico e 204.000 t di soia alla Cina.
Negli Stati Uniti, le condizioni del raccolto del grano invernale stanno peggiorando, scendendo di 3 punti al 47%. Allo stesso tempo, è stato raccolto l’88% del raccolto di mais, rispetto al 95% della soia.

Euronext, 13.11.2023 (GMT+1)
Grano (€/t)
| Dicembre 2023 | 233,75 | + 1,50 |
| Marzo 2024 | 238,00 | + 1,50 |
| May 2024 | 240,00 | + 1,50 |
| Settembre 2024 | 237,25 | + 1,25 |
| Dicembre 2024 | 240,50 | + 1,25 |
Mais (€/t)
| Marzo 2024 | 208,50 | + 2,50 |
| Giugno 2024 | 213,75 | + 2,50 |
| agosto 2024 | 216,50 | + 0,75 |
| Novembre 2024 | 217,50 | + 2,50 |
| Marzo 2025 | 217,00 | + 2,50 |
Colza (€/t)
| Febbraio 2024 | 443,00 | + 13,50 |
| May 2024 | 450,00 | + 11,50 |
| agosto 2024 | 448,25 | + 9,00 |
| Novembre 2024 | 454,25 | + 8,25 |
| Febbraio 2025 | 456,75 | + 10,75 |
Articolo scritto da Gabriela Dan, redattrice di Arta Albă
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