• I mulini ad acqua che adornano il corso del fiume Rudăria sono una meta affascinante sia per la bellezza del territorio che per il tradizionale ingegno architettonico.
• "Al mulino con una bufera di pensieri / macino in parole il mio silenzio". (Iosif Bacila)
La città di Eftimie Murgu, o Rudăria come veniva chiamata una volta, si trova ai piedi dei monti Almaj, nel Banato, vicino alla cascata Bigăr. Nel mezzo di un paesaggio vario e spettacolare, nella valle di Rudăria, il viaggiatore scoprirà un Complesso Mulinologico unico nell'Europa dell'Est.

I mulini ad acqua, azionati dalla forza del fiume Rudăria, venivano utilizzati dalla gente del posto fin dai tempi antichi. Nel periodo tra le due guerre esistevano 40 mulini di questo tipo, oggi solo 22 sono funzionanti, il resto è fatiscente.
Nonostante le informazioni diffuse, fino al 2021 i mulini di Eftimie Murgu non erano compresi nel patrimonio UNESCO, ma hanno certamente un valore innegabile. L'intervento del Museo Astra a Sibiu, la dichiarazione del complesso di mulini come riserva mulinologica e l'azione dell'Associazione Home in Banat e della Fondazione Orange per salvare i mulini, attraverso la manutenzione e la riparazione, hanno trasformato il complesso in un vero e proprio attrazione turistica.
Mulini macinatori
Sebbene la località di Rudăria sia documentata fin dal 1241 e i primi 8 mulini siano ufficialmente registrati nel 1722, l'uso di questi sistemi idraulici primari fu introdotto nello spazio dell'Europa meridionale già nei secoli II-III. Il corso del fiume non è stato sempre rapido, ma è stato modificato dalle popolazioni locali centinaia di anni fa, per poter macinare i cereali con l'aiuto dell'acqua. La gente del posto riuscì a sfruttare le potenzialità del fiume, erigendo dighe in pietra e tronchi di legno per creare cascate d'acqua che facevano girare la ruota del mulino. Allo stesso tempo, scavando gallerie nella roccia, riuscirono a modificare il corso delle acque e, costruendo lunghi abbeveratoi, consentirono la cattura dell'acqua del fiume, che veniva poi convogliata verso l'asse del mulino.

Su ciascuna sponda del fiume furono eretti mulini in legno e pietra nello stile architettonico tradizionale. I mulini, attualmente e grazie ai lavori di restauro, sono quasi tutti funzionanti e riescono a macinare 130-140 kg di farina in 24 ore. Sono trattenuti "dissolutezza", cioè nel sistema associativo, di 15-25"titolari della copia", famiglie comproprietarie con diritto di utilizzo del mulino ad un certo intervallo di tempo - "riga". Anche questi "righe" contribuire, con il lavoro o finanziariamente, al mantenimento dei mulini.
Ogni mulino ad acqua ha la sua storia e il suo fascino. Si dice che i mulini portino il nome del costruttore, del luogo in cui sono ubicati, oppure il nome della famiglia che li possedeva. Moara Firiz, Moara Popeasca, Moara Roșoanea, Moara Hămbăroanea, Moara Podul Ilochii, Moara din Țarina sono solo alcuni esempi. Un posto speciale è occupato dalla Moara Ðrătnica de la Perete e dalla Moara Ðrătnica tra i fiumi, per il fatto che la loro ruota gira in senso antiorario.
Costruzioni ingegnose
In un piccolo museo allestito in località sono esposti i principali componenti di un mulino e gli interessati possono così vedere e comprendere l'intero meccanismo di funzionamento delle ingegnose costruzioni.

All'interno delle piccole costruzioni in legno si trovano il deposito del grano, la macina superiore mobile e quella inferiore fissa. Attraverso l'azione dell'acqua, le palette metalliche nel basamento della costruzione vengono ruotate e fanno ruotare la pietra mobile superiore. La ruota poggia su un lungo braccio orizzontale (forca), fissato ad una barra con la punta inserita nel pavimento del mulino e trattenuta da una maniglia detta "sollevatore" perché girando alza o abbassa l'impianto idraulico esterno. Poi, la rotazione delle pale muove un fuso (un asse verticale) che sale fino al mulino vero e proprio della casa. Attraverso lo sfregamento delle due macine i chicchi contenuti nel cesto vengono macinati lentamente e la polvere di crusca viene poi separata attraverso un setaccio.

La farina risultante, dal gusto speciale, viene raccolta, infine, nella grande cassa e viene utilizzata ancora oggi dalla gente del posto per preparare pane e polenta, ma anche per venderla ai turisti che varcano la soglia o visitano i mulini. La farina di mais che se ne ricava viene utilizzata anche per preparare il famoso "compagno", una polenta fatta secondo una ricetta locale, indispensabile nel pranzo tradizionale di Almajan.

Terra di leggenda
Come sempre nello spazio tradizionale rumeno, non mancano le leggende legate a questa imponente serie di mulini. Sul posto radioresita.ro, troviamo la leggenda delle due rocce sul Cheile Rudăriei: "Si dice che i mulini ad acqua siano custoditi da Adamo ed Eva, due rocce dall'aspetto umano, che si trovano da qualche parte in alto sul Cheile Rudăricăi, verso l'uscita dal mulinologico Riserva. Al tempo dei Daci c'erano due giovani che si amavano, ma i loro genitori non si capivano veramente, proprio a causa di un mulino. Vietarono ai giovani di rivedersi e i due fuggirono sulle montagne. Allora tutti i parenti andarono a cercarli, ma per farne perdere le tracce gli innamorati si arrampicarono sulle rocce e furono colpiti da un fulmine. I due si trasformarono in rocce e da allora sorvegliano la zona. Si dice che il luogo sia totalmente inaccessibile e avvolto nel mistero. Nessuno scalatore è riuscito a salire lì, i moschettoni si rompono, le corde si aggrovigliano o all'improvviso comincia a piovere con tuoni e fulmini."

La leggenda della resistenza
Costa Roșu, nel volume I di “Viaggi dai ricordi” (Editura Libertatea, Panciova, 2004) ne cita un altro la leggenda, quella di "permanenza" sottolineando allo stesso tempo il carico profondamente simbolico delle coperte Almaje: "«La leggenda della resistenza» dice che se regoli l'orologio secondo l'ordine della natura e trascorri una notte in uno dei due Rovesci, mentre il mulino gira a vuoto, ti sveglierai al mattino ringiovanito, perché la macina macina il tempo a ritroso. Mi chiedo: quanti di noi, quelli della seconda età, ancor di più, anche quelli della terza età, non avrebbero trascorso le notti nei mulini ad acqua di Cheile Rudăriei, dove, su un tratto di soli 3 km, circa 22 mulini in fila, se tutto fosse proprio così? Probabilmente nessuno ci ha provato. Nemmeno per scherzo, ma ancor meno per curiosità. Chi può pensare di pernottare in questi mulini dove da secoli si annodano e sciolgono incantesimi e incantesimi? In questi luoghi, custoditi dalle montagne fino al cielo, ogni roccia di notte assume un significato mistico."

Articolo scritto da Gabriela Dan, redattrice di Arta Albă
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