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I cereali sotto pressione geopolitica

• La borsa Euronext ha ripreso le contrattazioni lunedì mattina in un contesto dominato dalle tensioni in Medio Oriente, che continuano a influenzare fortemente i mercati energetici globali.

Sebbene i mercati finanziari siano rimasti chiusi durante il fine settimana, evitando così reazioni eccessive ai recenti eventi, l'atteggiamento generale rimane cauto e i prezzi dei cereali registrano correzioni moderate dopo Riunione di venerdì.

Nel segmento del grano, i contratti futures hanno registrato un calo, con perdite comprese tra 2,50 e 3,25 euro/tonnellata rispetto alla chiusura precedente. Il contratto più scambiato, quello di maggio 2026, si attesta a 207,25 €/t, mentre le posizioni successive – settembre 2026 a 214,00 €/t, dicembre 2026 a 219,50 €/t – riflettono lo stesso trend ribassista, ma con una pendenza meno pronunciata nel medio e lungo termine.

Per il mais, l'evoluzione è simile: cali da 1,25 a 3,50 euro/tonnellata. Il contratto di giugno 2026 scende a 208,50 €/t, quello di agosto 2026 a 210,25 €/t e quello di novembre 2026 a 205,75 €/t, un livello che rimane relativamente stabile rispetto agli altri mesi.

La colza è la coltura più colpita tra le tre principali, con correzioni significative di 11,50-12,75 euro/tonnellata. Il contratto di maggio 2026 raggiunge i 498,50 €/tonnellata, quello di agosto 2026 i 484,75 €/tonnellata, mentre le posizioni per il 2027 si mantengono intorno alla soglia dei 484-487 €/tonnellata, dopo le contrattazioni di fine settimana scorsa.

Dal punto di vista europeo, la solidità del mercato del petrolio greggio, unitamente al forte deprezzamento dell'euro rispetto al dollaro, sono stati i principali fattori a sostenere le quotazioni di venerdì. Questi elementi hanno spinto grano e mais a nuovi massimi di questa fase (210,50 €/t maggio 2026 per il grano e 212,00 €/t giugno 2026 per il mais), mentre la colza è rimasta sotto pressione.

A livello locale, le condizioni meteorologiche in Francia sono favorevoli per le colture invernali: l'orzo invernale si mantiene all'81% in condizioni da buone a eccellenti (rispetto al 70% dello scorso anno), e il frumento all'84% (rispetto al 74%). La semina dell'orzo primaverile è avanzata rapidamente, raggiungendo l'87% al 9 marzo, un dato vicino al livello del 2025 e superiore alla media quinquennale (80%).

Nel complesso, l'inizio della settimana si presenta con una naturale correzione tecnica dopo il recente avanzamento, ma la direzione rimane influenzata dall'evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dalla traiettoria dell'euro e dalle aspettative legate al decisioni della FED Questa settimana, gli investitori restano concentrati sulle potenziali escalation nella regione e sul loro impatto sui costi energetici e sulla parità valutaria, fattori che continueranno a influenzare l'andamento dei mercati dei cereali.

I cereali sotto pressione geopolitica

Quotazioni Euronext il 16.03.2026 (GMT+1)

Grano (€/t)

May 2026207.25 all'3.25 ottobre
Settembre 2026214.00 all'3.50 ottobre
Dicembre 2026219.50 all'3.00 ottobre
Marzo 2027223.00 all'2.75 ottobre
May 2027225.75 all'2.50 ottobre

Mais (€/t)

Giugno 2026208.50 all'3.50 ottobre
agosto 2026210.25 all'3.00 ottobre
Novembre 2026205.75 all'2.00 ottobre
Marzo 2027209.25 all'1.25 ottobre
Giugno 2027208.00 all'3.50 ottobre

Colza (€/t)

May 2026498.50 all'12.75 ottobre
agosto 2026484.75 all'11.75 ottobre
Novembre 2026487.00 all'12.00 ottobre
Febbraio 2027486.00 all'11.75 ottobre
May 2027484.25 all'11.50 ottobre

Articolo scritto da Gabriela Dan, caporedattrice Arta Albă

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